Archivio per Spettacoli 2014

La principessa sul pisello – 30/06/2014 in 18:00

12/06/2014 // Spettacoli 2014

416837_303003933100631_449778035_nDiretto e adattato da: Katja Restovic
Musica: Zoran Trubic
Costumi e palco: Kristina Nefat
Tono: Aleksandar Poropat
Illuminazione: Ivan Pisak
Produzione: Universita popolare aperta 2013
Foto: Marino Matosevic, Todd Vekić, Vesna Finderle
Brani cantati: Max Hozić e Stefania Hasim
Ballerini:: Studio di ballo, Mot 08
Protagonisti: Luka Bosanac, Anamaria Tubaković, Azeglio Picco, Alenka Korelic Lucic, Jaksa Grgic, Sven Djula Tomac, Ivan Tripar, Nenad Sinčić, Marko Korvelic, Patrick Darrer, Daliborka Skofic, Franco Kleinert, Kristina Hristova, Asja Prašljević, Nensi Brčić

C’era una volta un principe che voleva tanto trovare una principessa ed innamorsi. Non sapeva quale fosse quella giusta, così decise di fare un viaggio nel suo regno e cercarla. I servi prepararono i bagagli, e lui parti.
Cercò in tutto il regno, incontrò molte contesse e principesse, ma nessuna gli piacque. Cosi ritorno a casa solo e triste.
Una notte, mentre c’era un grande temporale, qualcuno bussò alla porta del castello. I servi aprirono e videro una ragazza bagnata, che disse di essere una principessa. L’invitarono ad entrare e la feccero accomodare nelle stanze reali.
La madre del principe, dopo aver appreso che si trattava di una principessa, decise di farle un test per verificare le sue origini reali. Sotto uno spesso strato di materassi, con l’aiuto dei servi, nascose un pisello, pensando che, se si trattava di una vera principessa, l’avrebbe sicuramente notato.
La mattina successiva la regina chiese alla principessa come aveva dormito, e questa si lamentò di non aver dormito affatto perché c’era qualcosa di duro nel letto e quindi confermò al re e alla regina di essere una vera principessa.
I festeggiamenti di nozze durarono sette giorni e il principe e la principessa vissero felici e contenti. Fine.

Il portiere di notte – 05/07/2014 in 21:00

04/06/2014 // Spettacoli 2014

foto-DamjanIL PORTIERE DI NOTTE

Adattamento da Nona Ciobanu, è basato sul film Il portiere di notte, testo di Liliana Cavani, Barbara Alberti, Amedeo V. Pagani, Italo Moscati e citazioni Quartet di Heiner Muller.

Dramma erotico

Regia di Nona Ciobanu

Prima visione 10 gennaio 2014
Piccolo palco SNG Maribor

Traduttore di adattamento: Tina Mahkota
Scenografi: Nona Ciobanu, Peter Košir
La costumista, luce, selezione musica: Nona Ciobanu
Video designer e animazioni: Peter Košir
Video fotografo: Matjaž Vencelj
Progettista lingua: Janez Bostić
Trucco: Mirjana Djordjević

Personaggi:

Lucia: Nataša Matjašec Rošker
Max: Peter Boštjančić

Nel 1974, una regista italiana, Liliana Cavani, ha prodotto un film controverso: Il portiere di notte. L’ex criminale di guerra, il nazista “Sturmbannfuhrer” Max e la sua ex prigioniera Lucia, ora moglie di un famoso direttore d’orchestra, si incontrano casualmente dopo 13 anni al hotel Opera di Vienna. “La storia Viennese” sarebbe stata molto diversa se il carnefice e la sua vittima non avessero, all’epoca del nazismo, stabilito una sorta di dipendenza masochistica. Come può essere possibile? La Cavani spiega che la natura umana è molto più complessa dell’immaginazione, quindi la “storia d’amore” tra il padrone e il suo schiavo non è impossible. Perché Lucia è pronta a distruggere il suo matrimonio a causa di un “porco nazista” e perché Max, che vuole a tutti i costi sfuggire alla giustizia, è pronto a mettersi di fronte al muro di fucilazione di spontanea volontà pur di restarle vicino? Con la sua decisione, Lucia dimostra di non essere una santa – un labirinto e/o laboratorio del buio, di paura e orrore – l’ha trasformata da una ragazza angelica in una donna con familiarità all’attrazione diabolica di strade buie, dove l’inconscio desiderio urla per essere realizzato e materializzato. Un equilibrio distorto, dove il nero non è più nero e il bianco non è più bianco, pone lo spettatore in una posizione scomoda. Finché i torturatori sono i “cattivi” e le vittime gli “eroi“, guardiamo i carnefici con disgusto mentre simpatiziamo con le vittime. Tuttavia, quando i confini sono sfocati e anche gli eroi oltrepasssano i margini della moralità ed integrità etica e le classificazioni, improvvisamente viene a mancare il terreno solido sotto i piedi. Max e Lucia decidono di presentare una”performance” in un teatro della crudeltà.
Nel loro rapporto non parlano molto o non parlano affatto – la loro reciproca esperienza del passato parla per loro. Comunicano con gli occhi e con i gesti.
L’autore della produzione di Maribor è la famosa regista teatrale romena Nona Ciobanu.

Vibrazione – 04/07/2014 in 21:00

04/06/2014 // Spettacoli 2014

DSC_0424VIBRAZIONE

Sinfonia scientifica e artistica in quattro atti

 
La matrice: Dante Alighieri, La Divina Commedia, Putgatorio con elementi di Euclide: Elementi; Ranko Marinkovic: Angelo; Berislav Nušić: Doveva essere; Antun Gustav Matoš: poesie

Produzione: Teatro Rubikon, Teatro d’Arte – TOFA. Teatro Nazionale Istriano – Teatro Civico di Pola

Autore, regista drammaturgia, coreografia, luci:       Zvonimir Peranić
Video e design:                                                         Ivan Dobran
Assistenti video e scenografia:                                  Iva Milakovic e Daniel Horvat
Artista, autore di movimento:                                   Frane Meden
Costumi:                                                                    Kristina Nefat
Musica:                                                                      Ivan Sarar
Effetti sonori:                                                                        Tomislav Naki-Alfirevic
Acconciature e trucco:                                              Ksenija Nakic-Alfirevic
La progettazione di materiale promozionale:            Vesna Rozman
Organizzatore e manager di scena:                            Manuel Kaučič
Direttore di scena:                                                     Goran Šaponja
Direttore luci:                                                                        Dario Družeta
Direttore tono:                                                                       Miodrag Flego
Direttrice sartoria e palco:                                          Desanka Jankovic

La vibrazione è composto da quattro atti (Euclide, Einstein, Frattali, Quantum) e un epilogo (stringhe). Ogni parte ha una propria geometria di base, ogni geometria è dimostrazione di una fisica, e ogni fisica genera la propria filosofia, il nostro modo di vedere la società, il mondo in cui viviamo, con tutta la sua arte e le sue parti.Di conseguenza anche nell’arte. La teoria delle stringhe recentemente indica che ogni particella elementare (di cui è composta la materia) è sostenzialmente una vibrazione diversa, oscillazioni differenti delle stesse stringhe fondamentali.
Elementi – geometria intesa come scienza dello spazio, scritto in 13 libri. La geometria ha raggiunto un notevole livello intorno al 300 AC e divenne dominante in matematica.
Gli Elementi, considerata per secoli la più sofisticata opera matematica. La Meccanica newtoniana comprende questa geometria di base.
Con la comparsa della nuova fisica subentrano anche nuove geometrie. Le teorie della relatività considerano la possibilità di curvatura della percezione spazio-tempo.
La teoria del caos deterministico, come una nuova geometria della natura è rappresentata da frattali, mentre la fisica quantistica rivela il multidimensionale. Di conseguenza, la filosofia della natura cambia in relatività, i regimi caotici, per esempio, uguagliano l’anatomia del corpo con quella della natura, i regimi del funzionamento del cuore …  mentre il gatto di Schrödinger introduce una nuova logica, l’esistenza di universi e realtà paralleli.

La rigida struttura geometrica che risulta dagli Elementi, a sua volta, diventa frattale alla poetica aristotelica della creazione di teatro, alla sua organica, che a loro volta si collegano alla filosofia della fisica quantistica. Non solo gli oggetti sono auto-simili, ma sono auto-simili pure le realtà, gli eventi, le società, e alterando la percezione, si creano supercornici.

In questo senso (e solo in questo) le opere artistiche vengono intese come possibili realtà. Percio vengono selezionati gli autori e le loro opere come una fusione sinergica di potenziali elementi di realtà (parallela). Per esempio la Tragica scena di Sebastian Serlia, o le riflessioni di Robert Wilson, Salvador Dalì, René Magritte, Maurits Cornelis Escher. Allo stesso modo si integrano Matoš, Marinković e Nušić.

Tutto accade tramite proiezioni e la mappatura 3D, in cui il design di luci, senza un unico riflettore, è  completamente cancellato, vuoto, con l’apparizione minima di un corpo (senza caratterizzazione) nella zona che fa parte del pubblico. Ad esempio, le linee bidimensionali diventano superfici, i punti si trasformano in corpi, e le pareti una nuova dimensione della realtà. Questo intervento teatrale diventa a sua volta il mezzo principale di “mappatura” di altre strutture. Con la creazione di elementi di spazio e di scena, viene costruita l’illusione dello spazio in cui allo spettatore viene offerto un ridotto potenziale di realtà percettive. Secondo le più recenti teorie fisiche, forse l’intero universo è un ologramma! Tuttavia, alla fine, quando tutto è finito, lo spazio rimane vuoto. Quello di Euclide, come viene percepito dalla maggioranza? O un quantum vuoto, pieno di schiuma quantistica, pieno di creazione e annichilazione, di particelle e antiparticelle, pieno di conversione di energia in massa e viceversa? La purificazione dalle limitazioni è sufficiente per il Paradiso, o forse per l’Inferno? Perchè tutto il conosciuto fa parte delle differenti vibrazioni delle stringhe quantistiche che sono uguali…

Thelma & Louise – 03/07/2014 in 21:00

04/06/2014 // Spettacoli 2014

thelma&louise---grupna-plakatTeatro Nazionale Istriano
Teatro Comunale Pula

Stagione 2013/2014
Gala prima visione 15 maggio 2014

 

Dalibor Matanić

THELMA & LOUISE
Tratto dalla sceneggiatura originale del omonimo film

Direttore:                                           Dalibor MATANIĆ
Design:                                               Deni e Martino ŠESNIĆ
Luci:                                                   Deni ŠESNIĆ
Costume:                                            Moran CEROVEC
Musica:                                              Alen e Nenad SINKAUZ
Movimento scenico:                          Pravdan DEVLAHOVIĆ
Video:                                                            Martino ŠESNIĆ, Dalibor MATANIĆ
Organizzatore e manager di scena     Manuel KAUČIĆ

Personaggi:

THELMA                                                                             Helena MINIĆ
LOUISE                                                                               Lana GOJAK
Ispettrice / cameriera / receptionist                                       Senka BULIĆ
DARRYL / HARLAN / J.D. / POLIZIOTTO                     Rade RADOLOVIC
JIMMY / CAPO POLIZIA / TIPO LATINO / BOB                      Janko POPOVIĆ VOLARIĆ

 

Un dolore profondamente soppresso, silenzioso e onnipresente, è questo il sentimento che serpeggia nelle anime delle nostre protagoniste e non è un caso che siano donne. Il sesso debole sottomesso e piu delicato ha recentemente sperimentato grandi passi verso la parità dei sessi, ma questo raramente ha portato alla felicità, o forse la felicità è ancora soltanto un’illusione diretta che lascia intendere che le cose non sono esattamente oneste fino in fondo.

Una manovra importante nell’adattamento è stata la trasformazione degli ispettori maschi della sceneggiatura originale in quella dell’ispettrice, la quale attraverso il proprio dolore vive la storia della sua vita e la alimenta con la libertà che hanno provato le altre due donne, Thelma e Louise. Come i programmi televisivi di cui si nutrono milioni di spettatori seduti comodamente in poltrone del proprio salotto, come l’assorbimento delle immagini dal piccolo schermo nell’incapacita di risolvere i problemi della propria vita, così l’ispettrice entra nella vita dei personaggi principali, al fine di raggiungere almeno la capacità di sentire le stesse sensazioni di loro due. L’ispettrice diventa consapevole del dolore rinviato e opprimente che Thelma e Louise hanno avuto nella vita, e quando finalmente affrontano le loro più grandi paure, diventano esseri liberi, anche se questo significa il percorso di morte. La tirannia, il bullismo, l’incompetenza e l’ingenuità nella comunicazione con gli uomini che incontrano nella loro vita, le nostre donne si sono immerse nel proprio dolore e non hanno più nulla da perdere …

Con il dubbio costante che stiamo vivendo in una matrice stereotipata e predeterminata, i personaggi di Thelma e Louise diventano manifesto di come la libertà può essere ottenuta con l’affrontare delle proprie paure e come un dolore sordo e profondo si possa trasformare in catarsi. In una civiltà moderna, dove tutto è indirizzato al fine che l’essere umano sia in continua evoluzione e alimentato da un senso di paura, una cameriera e una casalinga ci fanno vedere come vivere, però, mostrano che il senso di vera libertà non è impossibile anche se ci viene insegnato a non alzare la testa … Thelma e Louise ci ricordano e ci incoraggiano a capire che un minuto di libertà e più prezioso di cento anni di vita in una massa spaurita.

Dalibor Matanic

Harem – 02/07/2014 in 21:00

03/06/2014 // Spettacoli 2014

_MG_40732-HAREMIl Harem
un uomo e le sue mogli, l’Oriente e l’Occidente

Si tratta di un melodramma con parti comiche, in cui si intrecciano le donne del passato e quelledel presente, dopo lo scioglimento del harem del palazzo di Topkapi nel 1909,  quattro attrici eccezionali che in oltre 20 ruoli narrano una storia emotivamente avvincente sul destino, la redenzione e l’irriducibile forza femminile.

Lo spettacolo e composto da diverse storie collegate tra di loro da fili del destino che tessono un tappeto di vita con tutte le sue cause e conseguenze, attraverso la cultura, attraverso periodi storici, le menti e i cuori.Vi conduce, dunque, l’Harem, a Los Angeles sul set del musical porno Notti arabe 2, basandosi su documenti storici e pagine di diario, sbircia nel harem del Palazzo Topkapi a Istanbul e cerca di far rivivere e ricostruire la vita quotidiana delle prigioniere, in particolare una, la schiava Vlahinjica, rapita dalla nostra regione.

Istanbul, l’entroterra dalmata, Los Angeles, Londra, Belgrado … tutti questi luoghi sono legati alle comunità femminili che si formano in diverse circostanze sociali nella storia che dura più di  cento anni. In ogni angolo del mondo si riconosce lo stesso desiderio, un presagio di una vita migliore e la ricerca della pace che viene fornita con il compimento delle funzioni residue del destino.

Durata dello spettacolo: 90 min .

Gruppo d’autori:

Secondo la storia di John Leo Lema, scritto da Ana Tonkovic Dolencic

Direttore:                                Ivan Leo Lemo
Designer palcoscenico :          Vesna Režić
Costumista:                            Mirjana Zagorec
Compositore:                          Willem Milicevic
Luce:                                       Vice Rossini
Luce:                                       Alexander Mondecar

Attori:
Peter Duganđžić
nela Kocsiz
Ecija Ojdanić
Barbara Vicković

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Lei – 01/07/2014 in 21:00

03/06/2014 // Spettacoli 2014

ona_urska-boljkovac-(9)Ona (Elle)

 

Autor = Jean Gene

Režiser= Tatjana Peršuh

Glumci = Vito Weis, Tadej Pišek, Primož Vrhovec, Andrej Zalesjak

Director: Tatjana Peršuh

Actors: Vito Weis, Tadej Pišek, Primož Vrhovec, Andrej Zalesjak

Translation: Živa Čebulj

Music: Marjan Peternel

Costumes: Petja Zorec, Squat

Scenography: Matic Gselman

Light design: Blaž Bačar

Technical execution: Janko Oven

 

Autor = Jean Genet

Režiser= Tatjana Peršuh

Glumci = Vito Weis, Tadej Pišek, Primož Vrhovec, Andrej Zalesjak

 

LUTKOVNO GLEDALIŠTE LJUBLJANA (TEATRO DI MARIONETTE)
Breve sintesi

LEI

L’evento è il servizio fotografico che il fotografo fa al Papa. Mentre sta aspettando al Vaticano, incontra diversi personaggi. In primo luogo l’usciere, poi il Cardinale e infine, il Papa L’immagine che il giovane fotografo ha di questa magnifica istituzione comincia lentamente a sgretolarsi. Si sta abusando della persona del Papa, la sua immagine, e lui ne è stufo. Il suo obiettivo è quello di smantellare questa immagine. Ma è possibile?

Le donne di servizio – Esposizione parallela – 30/06/2014 in 21:00

03/06/2014 // Spettacoli 2014

20140226_Sluskinje0222Organizzazione artistica ALBALUNNA

Jean Genet: LE DONNE DI SERVIZIO – ESPOSIZIONE PARALLELA
Traduzione: Vjenceslav Kapural

CLAIRE:             Andrea Mladinić / Nikša Arčanin
SOLANGE:         Petra Težak / Goran Marković
LA SIGNORA:    Matea Elezović / Stipe Radoja

Regista:                Goran Golovko
Costumi:              Ana Marin

Assistenza tecnica: Damir Dolina
Aiutante produzione: Marsela Marić

Suffinanziato dalla Città di Spalato e dal Ministero per la cultura della Rebblica di Croazia

 

Jean Genet: LE DONNE DI SERVIZIO – ESPOSIZIONE PARALLELA è

il primo progetto del laboratorio teatrale dell’organizzazione artistica «Albalunna», con l’intenzione di formare una costante piattaforma per il lavoro di giovani attori con affinità per sperimentazioni teatrali.

Immaginata come sperimentazione teatrale di laboratorio, tratta il problema di oppressione per nascita, di genere, di classe ed esistenziale, la «Jean Genet: LE DONNE DI SERVIZIO – ESPOSIZIONE PARALLELA» parte dall’idea dell’autore di assegnare ruoli femminili ad attori maschi in modo da presentare al pubblico l’immagine distorta – grottesca – capovolta della realtà.

Lo stato di oppressione è un’ esigenza esistenziale e necessità individuale, sia colui un oppressore o un oppresso, o è condizionato da condizioni sociali percui diventa un’esigenza e una necessità a causa di sistemi sociali millenari e poi impressi nel subconscio sociale che in condizioni di capitalismo neoliberale diventa coscienza collettiva e legale? L’oppressione di nascita e di genere sono nelle radici del/i totalitarismo/i?

Ed infine, usa il governo, quello legittimo o quello illegittimo, le nostre identità sessuali per tenerci in sottomissione?

La Locandiera – 27/06/2014 in 21:00

03/06/2014 // Spettacoli 2014

mirandolina-193LA LOCANDIERA

Carlo GOLDONI

Ttraduzione e adattamento al dialetto ciacavo :  Daniel Načinović
Regia: Jasminko Balenovic

(prima visione 24 maggio 2013)

Scenografia: Miljenko SEKULIĆ
Costumi: Catherine RADOŠEVIĆ GALIĆ
Musica: Livio MOROSIN
Coreografo : Sergio CAVALLARI
Luci: Dario DRUŽETA
Stage Manager : Manuel KAUČIĆ

Attori:   Lana GOJAK, Robert UGRINA, Teodor TIANI, Denis BRIŽIĆ, Romina VITASOVIĆ, Elena ORLIĆLuka JURIČIĆ, Franjo TONČINIĆ
La Locandiera, commedia di Carlo Goldoni (Venezia, 1707 – Parigi, 1793) è una delle opere classiche del patrimonio teatrale mondiale. I famosi attori (Eleonora Duse, Konstantin Stanislavskij) e registi famosi (Luchino Visconti) misero alla prova le loro abilità nell’interpretare questo, secondo molte stime,  capolavoro del Goldoni.

Personaggi pittoreschi, a modo loro, formano una storia di amore, desiderio e gelosia, ambizione, illusioni…

Nell’originale ambientata a Firenze, La locandiera, con un salto nel tempo, avviene nella belle epoque a Pola! Tempo dell’impero Austro-Ungarico, è il periodo di un fulmineo svillupo della città, la principale base navale dell’Impero. Là, nella locanda / pansione “Tre soldati” da qualche parte tra l’Anfiteatro e il Marine – Casino, e alle soglie della Prima guerra mondiale – si incontra un gruppo di personaggi interessanti … Tutti qui sono innamorati della padrona di casa (la locandiera) Mirandolina, tutti tranne Felix Srecko Kosovits, misogino, che finirà per soccombere al fascino irresistibile di un piano di astuzia femminile. Uomini d’affari, agenti di cambio e forse futuri magnati – Albin Ladruncovitch e Bartolomeo Conte Scampavia – accetteranno la decisione del destino il cui dito fortunato toccherà il cameriere Mikula. Egli è la scelta giusta! La locandiera vuole così.

Le commedianti Hydrangea  e Deianira donanno una fragranza speciale a questa  storia – avendo anche esse i loro “progetti” in una città al culmine di urbanità.

Le idee di una gigantesca ruota panoramica del tipo diVienna nel bosco di Siana, di una diramazione ferroviaria da Dignano a Fasana, e un ponte in acciaio che conduca al Grande Brione … fanno parte della storia aggiornata a quella del Maestro, la trama e la soluzione, insieme ad altre modifiche che sono necessarie per la commedia ambientata  a Pola.
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Coito Ergo Sum – 28/06/2014 in 21:00

03/06/2014 // Spettacoli 2014

CES-04-COITO-ERGO-SUMCOITO ERGO SUM inno politico porno alla transizione
tratto dal (La filosofia nel boudoir) del Marchese de Sade

Produttori: Teatro / Rubicon – Fiume, Tofa – Pola
Collaboratori: INK Teatro Civico Pola. Centro per il Movimento, Spalato, progetto Gender Crossroads
Industria musicale – Mix Master: Studio Tribano – Buje
Autore del testo: Jelena Tondini
Regia e coreografia di Zvonimir Peranić
Drammaturghi: Zvonimir Peranić Jelena Tondini
Musica: Vladimir Wölfl, Jelena Tondini, Tonci Horvat-Hus, Petric Natasha Tasha, Christian Coza
Set design / Video: John Dobran
Costumista: Kristina Nefat
Luci: Dalibor Fugošić
Acconciature e trucco: Ksenija Nakic Alfirevic
Pparte della sezione di musica: Skandal Bend
Responsabile scene: Hrvoje Mijočević

Personaggi:
DE SAINT – ANGE: Natasha Petric – Tasha (The Bastardz)
EUGÈNIE: Ana Ljutic
CAVALIERE: Christian Coza (Mandrili)
DOLMANCÉ Gregor Klaric (Greg)
DOLMANCÉ Zoran Josic
DOLMANCÉ: Roko Katalinić (f.O.F.)

 

COITO ERGO SUM
Inno politico porno alla transizione

“Coito ergo sum” è allo stesso tempo un concerto di teatro e un teatro di musica (miscela di musica Rom originale ed elettronica), uno spettacolo di danza moderna in forma di opera. Teatro cattolico e spettacolo queer.

La pornografia di De Sade utilizzata come “seconda”opzione, come un contrattacco e opposizione alla società di allora. Nelle sue opere giocava mettendo la pornografia in diversi strati sociali, dimostrando tramite la sessualita, l’uguaglianza di tutte le persone.Oggidi la pornografia non produce lo stesso tipo di shock, ma la sessualità è ancora quella dove tutte le persone sono uguali, anche nel sistema capitalista. Tuttavia, questo spettacolo cerca di dare una visione d’insieme della società transitoria attuale in cui la Croazia sta giocando con gli elementi fondamentali della cultura popolare che diffonde l’ideologia capitalista e divora tutto quello che capita. La letargia generale della società croata e mondiale è il risultato di molti anni di sodomizzazione (da) politica, economia e l’industria dell’intrattenimento. Nulla di nuovo, nulla di sconvolgente e spettacolare. Il tutto si riduce al divertimento superficiale e offre niente più che un piacere voyeuristico. I reality show, le sessioni del Parlamento, il Telegiornale, i risultati finanziari, sono alcuni dei programmi che provocano interesse, ma frequenti ripetizioni non lasciano un segno profondo sul cittadino, sullo spettatore, sull’ oservatatore. “Coito ergo sum” ​ gioca con i sistemi di istruzione (che da un lato comprendono l’educazione religiosa, e dall’altro escludono parte dell’educazione sanitaria, la sessualità), che creano mostri capitalisti che vogliono fama e fortuna, che non si preoccupano per le avversità collettive della società. Gioca con la musica popolare che in Croazia ha avuto una funzione “educativa” tramite Thomson o Severina e Rozga. In Croazia esiste la possibilità di scelta sessuale sulla carta, ma in realtà producono solo “paura e disprezzo”. Gioca con l’eterno dibattito sulla musica popolare e turbo folk, sulla censura e la libertà, sul croatismo patriotico e sull’unione, sulla prostituzione e il matrimonio, sulla politica e la chiesa . ..

Il Coro ha ruolo da critico, annunciatore, è in realtà un simbolo della gente che osserva e commenta in silenzio letargico, senza sentire il bisogno di cambiare qualcosa.

”Coito ergo sum” (Fotto quindi esisto) – il titolo è un gioco di parole, formato sul modello di Cartesio “Cogito ergo sum” (Penso quindi esisto). In una società dove pensare è permesso soltanto ai prescelti, dove tutto si riduce a difendere “il proprio culo”, questo slogan è un simbolo di potere/possedere. Fottere – possedere, possedere – essere.

 

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Lo spazzacamino – 27/06/2014 in 21:00

03/06/2014 // Spettacoli 2014

dimnjacar_photo-by-d_gorenakTeatro Kerekesh, Varaždin

Testo:                          Mirko Kelek

Addatazione testo:     Ljubomir Kerekeš

Regia e scenografia:   Ljubomir Kerekeš

Attore:                        Ljubomir Kerekeš

Musica:                       Dragutin Novaković-Šarli

Luce:                          Marijan Štrlek

 

Le avventure raccontate in un linguaggio semplice da un uomo semplice, linguaggio guarnito da una ricca espressione locale, in modo di stabilire facilmente la comunicazione con il pubblico.

Così anche il protagonista di questo monodramma, attira costantemente le risate dell’auditorio, e l’umorismo specifico e simpatico gli permettono una risposta diretta dal pubblico, perché le questioni toccano esplicitamente certe frustrazioni e personaggi locali.

La cosa interessante di questo monodramma è il variare della durata, a seconda dell’umore del pubblico e la valutazione personale dell’attore.

Lj  Kerekes: “C’è flessibilita dell’interpretazione delle varie improvvisazioni, perché ogni epoca, dal punto di vista della struttura del governo ha, per il piccolo uomo, la sua croce. E proprio di questo piccolo uomo, ciò che lui è di per sé, parla lo spazzacamino Štijef  Tutti abbiamo il diritto uguale di urlare o puntare il dito, indipendentemente se governiamo o no, o di essere grandi o piccoli ”

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