Vibrazione – 04/07/2014 in 21:00

04/06/2014 // Spettacoli 2014

DSC_0424VIBRAZIONE

Sinfonia scientifica e artistica in quattro atti

 
La matrice: Dante Alighieri, La Divina Commedia, Putgatorio con elementi di Euclide: Elementi; Ranko Marinkovic: Angelo; Berislav Nušić: Doveva essere; Antun Gustav Matoš: poesie

Produzione: Teatro Rubikon, Teatro d’Arte – TOFA. Teatro Nazionale Istriano – Teatro Civico di Pola

Autore, regista drammaturgia, coreografia, luci:       Zvonimir Peranić
Video e design:                                                         Ivan Dobran
Assistenti video e scenografia:                                  Iva Milakovic e Daniel Horvat
Artista, autore di movimento:                                   Frane Meden
Costumi:                                                                    Kristina Nefat
Musica:                                                                      Ivan Sarar
Effetti sonori:                                                                        Tomislav Naki-Alfirevic
Acconciature e trucco:                                              Ksenija Nakic-Alfirevic
La progettazione di materiale promozionale:            Vesna Rozman
Organizzatore e manager di scena:                            Manuel Kaučič
Direttore di scena:                                                     Goran Šaponja
Direttore luci:                                                                        Dario Družeta
Direttore tono:                                                                       Miodrag Flego
Direttrice sartoria e palco:                                          Desanka Jankovic

La vibrazione è composto da quattro atti (Euclide, Einstein, Frattali, Quantum) e un epilogo (stringhe). Ogni parte ha una propria geometria di base, ogni geometria è dimostrazione di una fisica, e ogni fisica genera la propria filosofia, il nostro modo di vedere la società, il mondo in cui viviamo, con tutta la sua arte e le sue parti.Di conseguenza anche nell’arte. La teoria delle stringhe recentemente indica che ogni particella elementare (di cui è composta la materia) è sostenzialmente una vibrazione diversa, oscillazioni differenti delle stesse stringhe fondamentali.
Elementi – geometria intesa come scienza dello spazio, scritto in 13 libri. La geometria ha raggiunto un notevole livello intorno al 300 AC e divenne dominante in matematica.
Gli Elementi, considerata per secoli la più sofisticata opera matematica. La Meccanica newtoniana comprende questa geometria di base.
Con la comparsa della nuova fisica subentrano anche nuove geometrie. Le teorie della relatività considerano la possibilità di curvatura della percezione spazio-tempo.
La teoria del caos deterministico, come una nuova geometria della natura è rappresentata da frattali, mentre la fisica quantistica rivela il multidimensionale. Di conseguenza, la filosofia della natura cambia in relatività, i regimi caotici, per esempio, uguagliano l’anatomia del corpo con quella della natura, i regimi del funzionamento del cuore …  mentre il gatto di Schrödinger introduce una nuova logica, l’esistenza di universi e realtà paralleli.

La rigida struttura geometrica che risulta dagli Elementi, a sua volta, diventa frattale alla poetica aristotelica della creazione di teatro, alla sua organica, che a loro volta si collegano alla filosofia della fisica quantistica. Non solo gli oggetti sono auto-simili, ma sono auto-simili pure le realtà, gli eventi, le società, e alterando la percezione, si creano supercornici.

In questo senso (e solo in questo) le opere artistiche vengono intese come possibili realtà. Percio vengono selezionati gli autori e le loro opere come una fusione sinergica di potenziali elementi di realtà (parallela). Per esempio la Tragica scena di Sebastian Serlia, o le riflessioni di Robert Wilson, Salvador Dalì, René Magritte, Maurits Cornelis Escher. Allo stesso modo si integrano Matoš, Marinković e Nušić.

Tutto accade tramite proiezioni e la mappatura 3D, in cui il design di luci, senza un unico riflettore, è  completamente cancellato, vuoto, con l’apparizione minima di un corpo (senza caratterizzazione) nella zona che fa parte del pubblico. Ad esempio, le linee bidimensionali diventano superfici, i punti si trasformano in corpi, e le pareti una nuova dimensione della realtà. Questo intervento teatrale diventa a sua volta il mezzo principale di “mappatura” di altre strutture. Con la creazione di elementi di spazio e di scena, viene costruita l’illusione dello spazio in cui allo spettatore viene offerto un ridotto potenziale di realtà percettive. Secondo le più recenti teorie fisiche, forse l’intero universo è un ologramma! Tuttavia, alla fine, quando tutto è finito, lo spazio rimane vuoto. Quello di Euclide, come viene percepito dalla maggioranza? O un quantum vuoto, pieno di schiuma quantistica, pieno di creazione e annichilazione, di particelle e antiparticelle, pieno di conversione di energia in massa e viceversa? La purificazione dalle limitazioni è sufficiente per il Paradiso, o forse per l’Inferno? Perchè tutto il conosciuto fa parte delle differenti vibrazioni delle stringhe quantistiche che sono uguali…

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