Il portiere di notte – 05/07/2014 in 21:00

04/06/2014 // Spettacoli 2014

foto-DamjanIL PORTIERE DI NOTTE

Adattamento da Nona Ciobanu, è basato sul film Il portiere di notte, testo di Liliana Cavani, Barbara Alberti, Amedeo V. Pagani, Italo Moscati e citazioni Quartet di Heiner Muller.

Dramma erotico

Regia di Nona Ciobanu

Prima visione 10 gennaio 2014
Piccolo palco SNG Maribor

Traduttore di adattamento: Tina Mahkota
Scenografi: Nona Ciobanu, Peter Košir
La costumista, luce, selezione musica: Nona Ciobanu
Video designer e animazioni: Peter Košir
Video fotografo: Matjaž Vencelj
Progettista lingua: Janez Bostić
Trucco: Mirjana Djordjević

Personaggi:

Lucia: Nataša Matjašec Rošker
Max: Peter Boštjančić

Nel 1974, una regista italiana, Liliana Cavani, ha prodotto un film controverso: Il portiere di notte. L’ex criminale di guerra, il nazista “Sturmbannfuhrer” Max e la sua ex prigioniera Lucia, ora moglie di un famoso direttore d’orchestra, si incontrano casualmente dopo 13 anni al hotel Opera di Vienna. “La storia Viennese” sarebbe stata molto diversa se il carnefice e la sua vittima non avessero, all’epoca del nazismo, stabilito una sorta di dipendenza masochistica. Come può essere possibile? La Cavani spiega che la natura umana è molto più complessa dell’immaginazione, quindi la “storia d’amore” tra il padrone e il suo schiavo non è impossible. Perché Lucia è pronta a distruggere il suo matrimonio a causa di un “porco nazista” e perché Max, che vuole a tutti i costi sfuggire alla giustizia, è pronto a mettersi di fronte al muro di fucilazione di spontanea volontà pur di restarle vicino? Con la sua decisione, Lucia dimostra di non essere una santa – un labirinto e/o laboratorio del buio, di paura e orrore – l’ha trasformata da una ragazza angelica in una donna con familiarità all’attrazione diabolica di strade buie, dove l’inconscio desiderio urla per essere realizzato e materializzato. Un equilibrio distorto, dove il nero non è più nero e il bianco non è più bianco, pone lo spettatore in una posizione scomoda. Finché i torturatori sono i “cattivi” e le vittime gli “eroi“, guardiamo i carnefici con disgusto mentre simpatiziamo con le vittime. Tuttavia, quando i confini sono sfocati e anche gli eroi oltrepasssano i margini della moralità ed integrità etica e le classificazioni, improvvisamente viene a mancare il terreno solido sotto i piedi. Max e Lucia decidono di presentare una”performance” in un teatro della crudeltà.
Nel loro rapporto non parlano molto o non parlano affatto – la loro reciproca esperienza del passato parla per loro. Comunicano con gli occhi e con i gesti.
L’autore della produzione di Maribor è la famosa regista teatrale romena Nona Ciobanu.

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