Archivio per Spettacoli 2017

Stanzia Grande – 30/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

Stanzia za katalogDamir Zlatar Frey: Stanzia Grande

Quando nel corso di una cerimonia nel giardino della villa di famiglia, scompare la bambina di nome Francesca, si snoda il racconto fantastico su Trieste e sull’Istria, dalla prima metà del 19° secolo ai giorni nostri … Ci riporta al tempo dei potenti velieri, al tempo di allevamento del baco da seta, ad un periodo in cui Trieste era il più grande e il più importante porto del Mediterraneo, momento in cui in Istria si costruivano le tenute chiamate stanzie. In cima alla baia di Salvore c’è la magnifica Stanzia Grande. La villa è stata costruita nel luogo che rappresentava il loro nido d’amore, ma soccombe alla maledizione di cui è tessa. La storia d’amore di Francesca Fabris Pallato e del marinaio Mario Morpurgo de Nilma, sembra un triangolo amoroso con l’angelo d’amore che diventa un demone e tesse la sua potente rete intorno a Francesca e la sua famiglia.

Protagonisti: Branka Cvitković, Franjo Kuhar, Maja Katić, Nedim Prohić, Zlatko Ožbolt, Asja Jovanović, Beti Lučić, Jelena Miholjević
Regia: Dejan Šorak
Tecnico del suono: Marija Pečnik Kvesić
Musica: Maro Market
Drammatizzazione: Siniša Matasović
Redatrice: Maja Gregl

Più informazioni: hrtprikazuje.hrt.hr i www.fraktura.hr

“Pervertito” (Casuale) – 29/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

slučajni perverznjakAutore: Andrew Goffman
Regia: Goran Grgić
Traduzione e drammatizzazione del testo: Borivoj Radaković
Interprete: Vladimir Andrić

Voci: Tarik Filipović, Selena Andrić, Jelena e Danijela Cvitanović Sadrić

Costumi: Zdenka Lacina
Scenografia e poster: Dubravko Matakovć
Direttore di scena: Zorko Bagić
Suggeritore e trovarobe: Bruno Vendling
Capo scena e tecnica: Boris Suhovski
Luci e suono: Dražen Bulat
Esecuzione scenografie: Bogdan Pjevac

“Pervertito (Casuale) ” monodramma creato secondo il testo dell’autore americano Andrew Goffman, diretto da Goran Grgić, interpretato da Vladimir Andrić, è una storia spiritosa sulla maturazione sessuale, estremamente ben accettata dal pubblico in tutto il mondo.

Il testo, molto divertente, parla del lato apparentemente serio della dipendenza dai film pornografici. È anche la storia della crescita, della presa di coscienza della sessualità e dell’integrazione in una vita “normale”, diversa dall’utopia causata dalla dipendenza. Accanto al lascivismo e una buona dose di umorismo, il PERVERTITO tocca i ricordi di tutti, ma fornisce anche un modo con il quale il vizio rimane in disparte dalla matrice principale della propria vita. Anche se messo da parte e combattuto, il vizio, cioè la dipendenza, rimane. Andrew Goffman ha scritto questo monodrama nel 2005, e la prima è stata eseguita al Times Square a New York City. Attualmente lo spettacolo è presentato in 14 paesi su 4 continenti.

SCONSIGLIATO AI MINORI DI 15 ANNI.

Più informazioni: www.kazaliste-vinkovci.hr

Lacrime amare di Petra Von Kant – 28/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

151121 Grenke solze Petre von Kant_foto.miha.fras.524, malaRainer Werner Fassbinder
Lacrime amare di Petra Von Kant
(Die Bitteren Traenen der Petra von Kant)
Dramma di manipolazione emotiva

Regia: Arthur Nauzyciel
Scenografia: Riccardo Hernandez
Luci: Scott Zielinski
Costumi: Gaspard Yurkievich
Musica: Beno Gec
Maschere: Empera
Lettruce: Laura Brataševec
Assistente alla regia: Juš A. Zidar
Assistente scenografo: Tine Tribušon

Ruoli:
Petra von Kant: Helena Peršuh
Valerija von Kant (sua madre): Milena Zupančič
Gabrijela von Kant (sua figlia): Urška Taufer
Sidonija von Grasenabb (l’amica): Medea Novak
Karin Thimm (il suo amore): Arna Hadžialjević
Marlena (sua aiutante): Vesna Vončina

Al centro del dramma “Lacrime amare di Petra Von Kant” vi è la stilista Petra Von Kant, che vive con Marlene, sua assistente e domestica, che esegue tutti gli ordini e sopporta tutti i suoi capricci e insolenze senza fiatare. Quando Petra si innamora dell’l’affascinante Karin, questa si trova subito in capo della gerarchica del triangolo. Petra vuole Karin solo per sé, ma Karin vuole soltanto approfittare della ricchezza di Petra.

Rainer Werner Fassbinder, un auto-proclamato “enfant terrible” del cinema tedesco, è stato uno dei pochi registi che si è trovato spesso sulle prime pagine dei tabloid. In 15 anni ha girato più di 40 film (molti sono diventati dei classici, tra cui “Il commerciante delle quattro stagioni”, “Lacrime amare di Petra Von Kant”, “Tutti gli altri si chiamano Ali”, “La legge di Maria Braun” e il film monumentale “Berlin Alexanderplatz”, secondo il romanzo di Döblinov) e ha scritto drammi e diverse fiction televisive. Nelle sue opere ha cercato di smascherare l’ipocrisia della società borghese tedesca da cui – a causa della propria omosessualità – si sentiva sempre escluso. E stato accusato di misoginia, tradimento e antisemitismo, il dramma “Lacrime amare di Petra von Kant” è stato giudicato dai critici come opera omofobica ed ostile alle donne.

Più informazioni: www.sng-ng.si

Addio al nubilato – 27/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

djevojačka večerDave Simpson secondo l’idea di Paul Farrah
Titolo originale: Girls’ Night Out (Addio al nubilato)

ADDIO AL NUBILATO
Regia, scenografia, costumi e selezione musica: Violeta TOMIĆ
Coreografia: Miha LAMPIČ
Luci: Dario DRUŽETA
Scenografo esecutivo: Goran ŠAPONJA
Costumista esecutivo: Desanka JANKOVIĆ

Ruoli:
Maschili:
TONI: Valter Rosa
MERCI: Marko Braić
DARIO: Rade Radolovic
FILIP: Luka Mihovilović

Femminili:
ZIA IVA: Violeta Tomić / Nataša Kličković
NIKOLINA: Mia Krajcar
SARA: Lana Gojak
JANA: Helena Minić Matanić
Lara Zivolic

Fino a poco tempo fa, nei bordelli e striptease bar, le donne erano considerate unico oggetto di desiderio! Ma i tempi moderni e l’emancipazione, e in particolare la crisi e la disoccupazione, causano una situazione in cui molti uomini, in vari modi, sono costretti ad offrire e vendere il proprio corpo.

L’addio al nubilato è un antica usanza che simbolicamente rappresenta il passaggio dall’età spensierata di ragazza, in quella di donna matura e madre responsabile. Tale conversione, che superficialmente sembra innocua, in realtà è intrisa di una sorta di tocco di cospirazione. Alla festa di addio al nubilato, tutte le donne, madri, nonne, sorelle, amiche… si trasformano di nuovo in ragazze giovani e spensierate desiderose di mille cose, che vogliono permettersi molto di più rispetto al solito… ma in genere non superano i limiti di comportamento educato consentito dalla società.

D’altronde, cosa si possono permettere oltre a se stesse e i loro uomini, quelli che, allo stesso tempo, si divertono allo stesso modo, ad una festa di addio al celibato! Però, quando tra mezzo ci si mette l’alcool, quando l’atmosfera si riscalda e la festa si conclude in una discoteca con spogliarello maschile, allora non ci sono più inibizioni! Ma, se tutti i personaggi sono collegati tra loro come una grande famiglia e se tutto avviene nel contesto di un melodramma comico con un sacco di coreografie spiritose, con trama divertente, improvvisi colpi di scena, l’unica possibile soluzione è il lieto fine! In questo caso, l’intrattenimento teatrale non può mancare!

Più informazioni: www.ink.hr

La notte di Helver – 26/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

Ingmar Villqist
LA NOTTE DI HELVER
 
Regia:                    Alen Jelen
Dramaturgia:      Marinka Poštrak
Scenografia:       Urša Loboda
Costumi:              Belinda Radulovič
Musica:                Darja Hlavka Anno
Lettrice:               Maja Cerar
Luci:                       Bojan Hudernik
Maschere:          Matteo Pajntar
 
Ruoli:
Lui:                         Blaž Setnikar
Lei:                         Darja Reichman
 
Il testo del drammaturgo contemporaneo polacco è molto sincero, intimo e  commovente, parla dell’ansia essenziale ed esistenziale dell’uomo moderno. È per questo che la scena, in coproduzione con il teatro ŠKUC, giustifica  ed è pienamente in linea con l’obiettivo concettuale di entrambi i teatri.
Psicologicamente è estremamente sottile e drammatico, un fatto di cronaca che mostra la crescita della Germania nazista e si svolge in un povero e malfamato quartiere urbano dove tutto è causa o conseguenza della violenza.

Il dramma “La  notte di Helver”, porta in scena una strana coppia di ritardati mentali: il giovane Helver e Karla, la sua rassegnata madre adottiva, che vivono in un piccolo spazio, al buio, in povertà, in solitudine, circondati da un nazismo fanatico, che invade le strade ed entra pure nella loro casa. L’ideologia del male che con brutalità entra nel loro mondo e nel complesso rapporto tra Helver e Karla.

La commedia dello scrittore polacco Jarosław Świerszcz, noto con lo pseudonimo di Ingmar Villqist, è una riflessione metafisica estrema della rabbia e della disperazione ed impotenza umana, quando ancora una grave minaccia, come il nazismo, è imminente.

Tutto cio che non ho detto – 25/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

FB_IMG_1496403694227 La storia di Lei – moglie, artista, imprenditrice, madre, sorella – che racconta la propria storia in palcoscenico ma attraverso gli occhi di una persona “al di fuori della scena.” Raccontando il passato e la propria vita, Mia tocca tutte le attualità che riguardano ognuno di noi, e il pubblico si puo identificare con la protagonista principale sui vari temi moderni.

Si tratta di una realizzazione artistica matura, di un attrice con carriera trentennale. Il testo è scritto da Mia Begović in persona, con la collaborazione della collega Anita Matić Delić, anche lei attrice famosa, è nato il monodramma superbo “Tutto ciò che non ho detto”. Autoironica, infinitamente spiritosa, ottimista malgrado e nonostante tutto, Mia conduce lo spettatore attraverso la sua vita, i suoi alti e bassi, e i suoi insuccessi e successi, amori, addii e perdite ma anche le più grandi gioie di vita e professionali. L’attrice condivide con il pubblico la sua nuda vita. Anche quando è in tenuta sportiva, stanca ed esausta o quando è vestita a puntino e glamoroso, Mia Begović è semplicemente autocosciente, forte, meravigliosa moglie, madre, sorella, amica … Una delle tante che si riconosceranno in questo monodramma.

La performance è in primo luogo indirizzata al pubblico della Repubblica di Croazia (cca. 30 spettacoli nel corso del 2017), ma stanno pianificando il hosting nei teatri in Bosnia ed Erzegovina (Matica Hrvatska degli emigrati a Mostar), Serbia, Montenegro, UE Occidentale, America, Canada, Australia e Nuova Zelanda e tutti gli stati del mondo dove vivono i nostri emigrati. Il piano è presentare 5 spettacoli ogni mese.

Rose Bernd – 24/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

Gerhart Hauptmann
Rose Bernd

Regia: Mateja Koležnik
Drammaturgia: Nika Leskovšek
Scenografia: Marko Japelj
Costumi: Alan Hranitelj
Accompagnamento musica e pianista: Simon Dvoršak
Coreografia: Magdalena Reiter
Lettore: Jože Volk

Ruoli:
Bernd: Bojan Umek, Branko Završan
Rose Bernd: Liza Marija Grašič
Christoph Flamm: Andrej Murenc
La signora Flamm: Pia Zemljič, Lučka Počkaj
Arthur Streckmann: Igor Žužek
August Keil: Aljoša Koltak
Martin: David Čeh

I lavoratori presso Flamm: Barbara Medvešček, Manca Ogorevc, Tanja Potočnik, Igor Sancin, Damjan M. Trbovc

Lo scrittore e drammaturgo tedesco, Gerhart Hauptmann (1862-1946), viene considerato l’artista più importante del naturalismo tedesco. Già ai tempi della scuola, ha conosciuto la severità e parzialità dei professori e la distinzione che faccevano tra gli studenti provenienti da famiglie più facoltose e altolocate (nobili) e quelli appartenenti alle classi sociali ritenute inferiori. La resistenza alle scuole come pure le sue malattie, hanno causato la ripetizione del primo anno di scuola. Ben presto si ammalò di polmonite, le cui conseguenze lo accompagneranno per tutta la vita. Ha studiato scultura, filosofia e storia della letteratura e disegno. Più che allo studio, si dedicava al teatro. A Berlino, venne in contatto con le società letterarie naturalistiche Durch i cui membri erano Karl Bleibtreu (co-fondatore del teatro Berlino Deutsche Bühne) e Wilhelm Bölsche (editore del giornale naturalistico Freie Bühne – nome del teatro omonimo).

In quel periodo creò le sue opere: il romanzo “Il guardiano della ferrovia” e il dramma “Prima dell’alba” e “Tessitori”, che con l’aiuto di Otto Brahms, direttore del teatro di Berlino Freie Bühne, lì ebbe anche la sua prima.

Nel 1910 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Lo sciocco di Cristo: Emanuel Quint”. Due anni dopo segue il romanzo “Atlantis”, secondo il quale nel 1913 è stato girato pure un film.

Per il suo lavoro è stato premiato con diversi premi letterari – vinse tre volte il premio austriaco per la letteratura, Premio Grillparzer; nel 1912 per la sua creatività, in particolare nel campo del dramma, ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Nel 1905 ha ricevuto un dottorato onorario presso il Worcerster College di Oxford, e poi ancora un dottorato honoris causa nel 1909, presso l’Università di Lipsia…

Il dramma “Rose Bernd” è stato presentato nel 1903 nel teatro Deutsches Theater di Berlino. Nel 1919, dopo questo dramma, è stato girato un film muto in bianco e nero, nel 1957 la versione sonora e in colori, e nel 1998 ne è stata tratta una fiction.

Il dramma di Hauptmann su Rose Bernd, si ispira alla storia vera della venticinquenne infanticida Hedwig Otte. Rose è una ragazza divisa tra i suoi desideri e le aspettative degli altri. Per più di tre anni, rimanda il matrimonio con August Keil. Suo padre desidera fortemente che lei si sposi, perché con il suo traslocco in casa del marito, potrebbero essere risolti i problemi finanziari. Flamm, che è sposato, flirta con Rose, si lamenta della moglie malata, costretta in una sedia a rotelle. Rose si innamora di lui. Streckmann, che viene a fare visita, fa capire di sapere quello che è successo tra lei e Flamm. Si scopre che Rose è incinta, così decide di sposare August, anche se il bambino non è suo. Una serie di sfortunati eventi e malvagità conduce Rose all’infanticidio.

Il dramma Rose Bernd è la storia di una giovane donna intrapollata in un ambiente tradizionale e chiuso, che a causa del suo comportamento non convenzionale, che la società giudica inaccettabile, cade in disgrazia; è un esempio scioccante del collasso di una giovane donna che vuole di più dalla vita di quanto le viene imposto dalla società.

Più informazioni: www.slg-ce.si

260 giorni – 23/06/2017 in 21:00

08/06/2017 // Spettacoli 2017

Marijan Gubin
dramma

Regia:                                    Drazen Ferenčina
Drammatizzazione e drammaturgia: Ana Prolić
Scenografia:                       Deni e Martino Šesnić
Costumi:                                              Saša Došen Lešnjaković
Musica:                                                Mate Matišić
Assistente coreografia:                 Alen Čelić
Luci:                                      Deni Šesnić
Video:                                   Martino Šesnić

RUOLI
Marijan:                               Aljosa CEPL

Altri ruoli:
Vjekoslav Janković
Tatjana Bertok Župković
Matea Grabić
Ivan Čačić
Zorislav Štark
Neven-Lucian Davidović

Tutti siedono sempre alla nostra tavola. Spezzano il pane, bevono il vino. Anche se non siamo artefici della nostra (s)fortuna. Perché gli amici (o vicini) di colpo (come si suol dire) per gioco di forze ideologiche “maggiori”, cambiano, trasformandosi da agnelli in lupi feroci, e cominciano a disprezzare in noi tutto ciò che una volta amavano.

Il dramma “260 giorni”, tratto dal libro di ricordi omonimo, di Marijan Gubina, porta alla luce le trasformazione dei vicini che inspiegabilmente diventano carcerieri e torturatori furiosi, tutto vissuto attraverso l’esperienza di un bambino di dieci anni, che parla delle difficoltà della famiglia, che in modo molto doloroso, scioccante e colettivo (e ancora una volta vissuto attraverso gli occhi di un bambino) scopre gli angoli più oscuri della natura umana.

Anche se narra degli orrori recenti, lo scopo non è affatto ricordare l’odio o il desiderio di vendetta. Al contrario, il fine di Marijan Gubina, è il richiamo al perdono, alla tolleranza, alla convivenza pacifica  e serena sulla Terra, che la gente, così spesso, troppo spesso, trasforma in Inferno.

Ivana Šojat – Kuči

Più informazioni: www.hnk-osijek.hr