Archivio per Spettacoli 2016

In agonia – 01/07/2016 in 21:00

16/06/2016 // Spettacoli 2016

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Centro giovani Ribnjak in co-produzione con PUKPUTUJUĆE KAZALIŠTE
ZAGABRIA, CROAZIA

IN AGONIA

“In agonia”, basato sul dramma di Miroslav Krleža, è un progetto: d’autore di Darko Stazic, Nela Koscis e Ozren Grabaric.
E’ stato pensato e realizzato come una presentazione intima, che rivela le profonde debolezze umane nella quotiedanietà, e grazie all’immutabilità della natura umana, anche se drammaticamente appartiene alla prima metà del XX secolo, è riconoscibile ed emozionante anche oggi. Le prime esecuzioni si sono svolte il 2 e 3 ottobre 2015 alla Scena Ribnjak, con grande successo e risposta eccezionale da parte del pubblico.
Il ruolo del barone Lenbach è interpretato da Darko Stazic, Laura – Nela Kocsis, mentre Ozren Grabarić incarna l’avvocato Ivan nobile Križovec.
Lo stile di produzione e dei costumi segue il periodo originale, accompagnato pero da musica moderna.

M. Krleža: IN AGONIA
progetto di Nela Kocsis, Ozren Grabarić I Darko Stazić
Prima esecuzione: 2 e 3 ottobre 2015
Produzione: PUK – Putujuće kazalište e Scena Ribnjak – Centro giovani Ribnjak

Attori:
BARONE LENBACH – Darko Stazić
LAURA LENBACH – Nela Kocsis
AVV. IVAN NOBILE KRIŽOVEC – Ozren Grabarić

Musica- Marjan Nećak
Scenografia – Petra Kriletić
Costumi – Marita Ćopo
Autore video – Filip Šovagović

Noi siamo quelli che i nostri genitori ci avvertivano – 09/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

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Bosansko narodno pozorište, Zenica, Bosnia ed Erzegovina
Tanja Šljivar:
NOI SIAMO QUELLI CHE I NOSTRI GENITORI CI AVVERTIVANO
Mi smo oni na koje su nas roditelji upozoravali

Regia: Mirjana Karanović

Regia, coreografia imovimento scenico: MIRJANA KARANOVIĆ
Scenografia e costumi: SABINA TRNKA
Musica: DRAŠKO ADŽIĆ
Assistente regia: EMIN HAJRIĆ
Assistente di movimento scenico: SONJA VUKIĆEVIĆ
Lettore: ALICA ARNAUT
Producente: HAZIM BEGAGIĆ
Producente esecutivo: DENIS KRDŽALIĆ
Suggeritore: ABIDIN ČOLAKOVIĆ

Attori:
MIRJANA KARANOVIĆ
ENES SALKOVIĆ

Partner: Kamerni teatar 55 Sarajevo

Noi siamo quelli che i nostri genitori ci avvertivano è un dramma che usa il concetto dei giochi di ruolo e altre tecniche narrative: il monologo e il dialogo, o il linguaggio stesso, li inverte nei loro opposti e in tale modo dimostra l’impossibilità di riuscire in un semplice tentativo – raccontare la propria vita ad una persona sconosciuta durante una serata.
Nel mese di giugno, in un bagno pubblico, Mara, una donna sulla quarantina e Milan, ancora adolescente, che festeggia il suo compleanno proprio quella sera, si Incontrano (per caso?) e provano a raccontare l’un l’altro la propria vita. Come spunto per i propri ricordi utilizzano casuali scritte sulle piastrelle dei servizi igienici, e l’inaffidabilità e l’instabilità di eventuali memorie fisiche, emotive o mentali, attraverso quattro scene nelle quali interpretano il rapporto archetipo di madre-figlio, padre-figlia, fratello-sorella e amante-amante, dimostrano di essere l’unica verità che è possibile dire di se stessi.
Il testo drammatico di Noi siamo quelli che i nostri genitori ci avvertivano, è stato scritto a Colonia, Giessen e Belgrado durante l’estate e l’autunno del 2013, quando mi ero appena trasferita in Germania e ho iniziato la vita quotidiana tra più lingue e più stati. Tale vita ha avuto significato semantico, comunicativo e anche fratture del corpo e buchi, ciò di che questo testo, sia in termini di forma o in termini di contenuto, abbonda. Il dramma ha avuto una lettura scenica nel programma Biseri iz upravničkih fioka (Perle dal cassetto amministrativo) del Centro Culturale „Parobrod“ di Belgrado nel marzo 2014, con gli attori Nataša Tapušković e Mladen Sovilj, e diretto da Snežana Trišić. Nel maggio di quest’anno, il festival del Nuovo dramma a Bratislava, verrà presentato il libro in slovacco My sme tí, na kterých nás rodičia upozorňovali, tradotto da Vladislav Fekete, edizione dell’Istituto teatrale di Bratislava.

Amore – 08/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

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Teatro Kerekesh, Varaždin, Croazia

AMORE

Testo e regia: Ljubomir Kerekeš
Scenografia : Ljubomir Kerekeš
Tecniko di scena : Ivan Duić
Costumi –: Ljubomir Kerekeš, Karmen Štrlek
Design del poster : Dina Rain
Luci : Marijan Štrlek
Tecnico del tono : Leo Friščić

Attori:
Ana Begić
Hana Hegedušić
Adam Končić
Jan Kerekeš
Ljubomir Kerekeš
Commedia in cui la ristrettezza umana, dibattiti per nulla, la difesa dei handicap e limiti mentali, sono le uniche armi che queste persone usano per combattere la supremazia all’interno delle circostanze della vita. Srecko Frljuzec, che sa quale sia il suo posto e ruolo in casa, non ha molta libertà tra la moglie Đurđica e la feroce suocera Štefica. Un po’ di calore nella vita di Srečko viene portata dall’amico Ivek, ma l’amore più sincero viene espresso dal vicino di casa Đura verso la sua simpatia degli anni di scuola superiore, la signora Štefica. I problemi più attuali della commedia sono politici, economici e sociali, invece è l’amore che dovrebbe essere sempre il più importante.

Talpe – 07/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

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L’attore – Jan Kerekeš

Direttore – Ljubomir Kerekeš

Teatro Kerekeš, Varaždin, Croazia
TALPE
Scenografia e design del poster – Dina Rain
Costumi – Jan Kerekeš
Tecnico di scena– Ivan Duić
Musica – Leo Friščić, Jan Kerekeš
Tecnico del tono – Leo Friščić
Luci – Adis Bakal

Attore: Jan Kerekeš
L’ultima commedia del Teatro Kerekesh, dove nel campo di calcio del Club Žbunje, il sovrintendente Stjepan Radički, chiamato Štef, combatte le talpe. Oltre a provare tutti i metodi possibili che siano mai venuti in mente a qualcuno per scacciare le talpe, sul terreno vengono ad aiutare e ostacolare i vari amici e nemici, e come ciliegina sulla torta, arriva Božo, conosciuto come “Il poliziotto di Mač”. Tutti i personaggi, in modo estremamente umoristico, sono interpretati dal giovane e pluripremiato attore Jan Kerekes, mentre la regia, così come tutti gli altri spettacoli del teatro Kerekesh, e firmata da Ljubomir Kerekes.

Eroe 1.0 – 06/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

6587Progetto d'autore di Uroš Kaurin e Vito Weis

Attori: Uroš Kaurin e Vito Weis

Co-produzione: Slovensko mladinsko gledališče e KUD Moment

Attori:

Uroš Kaurin

Vito Weis

In un paese senza speranza, emergono due eroi.

 Giovani, coraggiosi e senza paura.

 Nessuno li aspetta.

 Nessuno si aspettava una soluzione così semplice, così improvvisa, così insolita.

 Fino a questo momento, non sapevamo di stare aspettando proprio loro.

 Nessuno si aspettava che proprio loro due porteranno la soluzione, il senso, il lieto fine.

  ***

Eroe 1.0 è la prima parte della serie teatrale di Uros Kaurin e Vito Weis, e affronta il problema di eroismo nel mondo di oggi.

Uroš e Vito riflettono la posizione tipica di un giovane uomo, il creatore, che è di fronte al fatto che la società non ha bisogno di lui. Tuttavia, Vito e Uros SONO eroi e sono disposti a sacrificare tutto, la mente, il corpo, il tempo, la carriera, l’identità sessuale e anche la integrità teatrale – al fine di dimostrare che è così.

 Tra ingenuità fanciullesca e ambizioni da fitness, dimostrano con ogni respiro che abbiamo bisogno di loro, e che gli eroi non sono ridondanti, anche se a prima vista sembra che non esistano i casi in cui lo si possa dimostrare.

 Lo sapete: niente disastri, niente eroi.

Socrate – 05/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

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Gledališče POTODOM Aleša Valiča, Logatec, Slovenia

SOCRATE

Attore: Aleš Valič

Direzione: Zvone Šedlabauer

Perché la storia di Socrate ci dovrebbe sconvolgere ancora oggi'? La storia di un vecchio socialmente disadattato, morto da più di tre secoli,prima dell’era nostra. Morto in primo luogo a causa della sua testardaggine, ma soprattutto perché cosi vollero gli altri e perché, in fine, lo voleva lui stesso.

Circa ventiquattro secoli fa, ad Atene, Periclo imposto ai liberi professionisti di pagare per partecipare all'Assemblea ateniese e come membri della giuria in tribunale. E l'interesse ha preso il sopravento sulle opinioni delle persone e le loro decisioni. La moralità pubblica e il comportamento etico è stato compromesso. La corruzione, che ovviamente era ben nota a tutti, non era perseguitata.

E'diventata un luogo comune. La politica dell’acquisto di voti, conduceva gli avversari in tribunale, dove venivano condannati a morte. La democrazia stava inoltre sviluppando il suo lato oscuro, perché l'autorità riportava leggi sempre più deboli.

Tra i leader politici e filosofi si è formato un tacito patto di non interferenza. Anche tra il pubblico e la società. In un momento così Socrate prese lasituazione in mano propria. Con la sua guida, sviluppava o distruggeva la democrazia?

Pensava con la propria testa. E come pensava, cosi agiva, fino alla fine, fedele alle proprie convinzioni, che erano in conformità all'etica e – ancor più insolitamente – in conformità con la legge.

La difesa di Socrate si svolge in tribunale, in carcere, nelle sue memorie, nel sogno. A livello del conscio e dell'inconscio. Emerge dal pensiero filosofico disordinato, che nasce dal desiderio e dalla volontà di chiarire a se stesso e spiegare agli altri le ragioni delle sue azioni. Per considerazione completa e definitiva del più alto imperativo dell'anima umana: rispettare l'etica e le leggi ad essere quello che sono (erano).

E oggi?

Perché la sua storia dovrebbe interessarci e sconvolgerci ancora oggi?

Madame Bovary – 04/07/2016 in 18:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

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Slovensko narodno gledališčeNova Gorica, Nova Gorica, Slovenia

MADAME BOVARY

Madame Bovary, personaggio eterno della letteratura mondiale, è nel opera di Nebojša Pop Tasić quella signora Bovary, che sia nei tempi della sua creazione che oggi, rimane Madam Bovary, Emma, ​​che a causa dei suoi desideri non realizzati, mette tragicamente fine al suo destino di moglie rurale, madre e amante. La storia è raccontata sinceramente e con compassione per un piccolo desiderio senza speranza, la stupidità, la ristrettezza mentale, la crudeltà, la commedia della tragedia … Se Emma e i suoi contemporanei vengono compresi come esseri umani, esseri simili a noi, se in loro ci riconosciamo, ci identificano, non devono essere compresi. Li capiamo, sono esseri umani. Come spiega l'autore dell'adattamento, le situazioni, le persone e le loro reazioni cambiano pochissimo nel corso della storia. L'uomo si rifiuta di cambiare, di rieducarsi, per diventare migliore. La gente vive tesa in un unico eterno presente. Tuttavia, Flaubert non scrive perché vuole cambiare il mondo. Scrive perché vuole essere – sincero. L'impotenza umana e le limitazioni sono tristi e divertenti allo stesso tempo. La sua visione e il modo in cui percepisce il mondo è un mix di satira e di emozione, satirica emozione verso l'uomo.

Regia: Yulia Roschina
Drammaturgia: Nebojša Pop Tasić
Lettore: Srečko Fišer
Scenografia e costumi: Vasilija Fišer
Musica: Branko Rožman
Coreografia: Matjaž Farič
Luci: Samo Oblokar
Trucco: Ana Lazovski
Suono: Vladimir Hmeljak
Assistente drammaturgia: Staša Bračič
Assistente compositore: Jana Beltran

Attori:
Emma Arna Hadžialjević
Charles Gorazd Jakomini
Léon, Rodolphe Vito Weis k. g
Farmacista Blaž Valič
Sacerdote, Professore, Padre Rouault Sandi Pavlin k. g.
Percussionista Vladimir Hmeljak

Senza lacrime per froci – 03/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

Mattias Brunn - Brez solz za pedre (Po dokumentarnem romanu Johana Hiltona), Režija Alen Jelen, Igrajo: Matic Lukšič, Vid Klemenc, Vito Weis, Žan KoprivnikProdukcija: ŠKUC gledališče, Koprodukcija: Cankarjev dom

Mattias Brunn – Brez solz za pedre (Po dokumentarnem romanu Johana Hiltona), Režija Alen Jelen, Igrajo: Matic Lukšič, Vid Klemenc, Vito Weis, Žan KoprivnikProdukcija: ŠKUC gledališče, Koprodukcija: Cankarjev dom

Mattias Brunn

SENZA LACRIME PER FROCI

(romanzo documentario, No Tears for Queers, di Johan Hilton)

7 apr 2002, Katrineholm, Svezia. Johan Pettersson con Theo Svensson lasciano il bar dell’hotel. In strada, Theo pugnala Johan sei volte. E poi gli taglia la gola. Due volte.

22 luglio 1997, a Göteborg, in Svezia. Il sole splende sopra la sonnolenta cittadina. Accanto alla torre dell’acqua, ai piedi del Ramberg Hill, Josef Ben Meddour soccombe alla tortura di due giovani ragazzi – Nemesis e Tom.

6 ottobre 1998, Laramie, Albany. Matthew Shepard è andato al bar Fireside per un drink. Qui conosce Aaron McKinney e Henderson Russll. Il giorno dopo viene trovato il suo cadavere. Legato ad un recinto in prateria. La sua testa è stata schiacciata.

2015 Slovenia. ..

Senza lacrime per froci (No Tears per Queers, 2008) dell’autore Mattias Brunn, è un remake del romanzo omonimo di Johan Hilton, e si basa su eventi reali. Il documentario è una testimonianza di tre omicidi commessi in luoghi diversi. In tempi diversi. Tre omicidi, che sono simili: sono commessi da giovani. Brutali e sanguinosi. Quando la diffeenza di opinione si trasforma in odio e quando una persona piena di odio impugna mezzi estremi? E quando l’odio la trasforma in carnefice…

Il testo è stato messo in scena alla sua prima nel 2009 nel Teatro Provinciale Väst (Regionteater Väst), nel 2010 ha ricevuto il Gay Gala QX per la migliore idea e nel 2012 è stato premiato col premio ASSITEJ. Il teatro ŠKUC, con l’esibizione in sloveno di Senza lacrime per froci, festeggia il suo quindicesimo anniversario.

Traduzione: Darko Čuden

Regista e scenografo: Alen Jelen

Drammaturgia: Saška Rakef

Autore musica: Brane Zorman

Lettore: Tomaž Gubenšek

Luci: Janko Oven

Coreografia: Nina Pertot Weis

Vocale: Kataya

Attori:
Matic Lukšič
Vid Klemenc
Vito Weis
Žan Koprivnik

Kdo se boji Virginije Woolf? – 02/07/2016 in 21:00

10/06/2016 // Spettacoli 2016

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Traduzione: Zdravko Duša
Regista: Vito Taufer
Lettore: Barbara Rogelj
Scenografo: Voranc Kumar
Costumi: Barbara Podlogar
Autore musica: Miha Petric
Luci: Jaka Varmuž

Marta: Mojca Partljič
George: Aleš Valič
Honey: Tjaša Hrovat
Nick: Rok Matek

Campus del College di New England. Al termine della festa per il personale del College, la figlia del direttore, Marta, e suo marito, il professore di storia George, invitano una giovane coppia a casa loro – Nick, professore di biologia (che Martha pensa insegni matematica) e la sua timida moglie Honey. All’inizio padroni di casa premurosi e gentili, dimostrano ben presto che il loro matrimonio, che dura più di due decenni, è solo un campo di battaglia, quindi, accuse reciproche, incriminazioni, bestemmie e anche scontri fisici, non vengono nascosti agli occhi degli ospiti, che, anzi, sono costretti a “collaborare” nei loro conflitti. Il giovane, bello, e soprattutto ambizioso Nick e l’alcol-dipendente Honey, consentono di partecipare a questo “gioco” (in un momento Nick va addiritura in camera da letto con Martha che è due decenni più grande, ma si dimostra che lui sia troppo ubriaco per fare sesso), il tutto raggiunge il suo culmine in relazioni psicologiche sempre più violente, addiritura patologiche. In seguito, queste si rivelano essere semplicemente un meccanismo per mascherare la fragilità dei personaggi, le loro frustrazioni – Nick ha “dovuto” sposarsi, George, invece, come professore, non ha mai fatto carriera – le due coppie hanno in comune l’incapacità di concepire un figlio.