Introduzione di Maja Gregl 2018

07/06/2018 // news, Top news

Maja Gregl

Maja Gregl

Il tema del Festival internazionale di quest’anno è la scoperta del lato oscuro nei rapporti umani che aiutano a far emergere alla luce la purezza dall’essere, il desiderio primordiale umano di cambiamento, che, sia si tratti dell’uscita da qualche trauma o violenza subita, sia si tratti della società o del mondo intimo dell’individuo, il cambiamento sussiste nel fidarsi l’un dell’altro. Siamo di fronte a testi drammatici attuali, che ci riportano a noi stessi, mettendo in discussione il tempo di catarsi drammatica, la loro identità e la coscienza di quanto resistiamo alle forme imposte dalla civiltà in cui siamo immersi fino all’alienazione.

“La resistenza”, successo dell’autore canadese Lee MacDougall appartenente alla giovane generazione, porteerà alla luce il sistema di manipolazione, il controllo e la costruzione della realtà nel mondo materiale, che ci attrae e di cui noi, inconsciamente, facciamo parte, pur contro la nostra volontà. Quando tre giovani attivisti rapiscono il direttore di una società farmaceutica, diventa chiaro dove si ferma la realtà e dove inizia la resistenza. Lo spettacolo è stato creato in coproduzione del Teatro Serbo e del Teatro di Bečej, diretto da Sonja Petrović.

Il Teatro di Ptuj presenterà lo spettacolo di Manlio Santanelli “Regina madre”, una cronaca familiare incentrata sul rapporto tra madre e figlio, i quali cercano uno nell’altro, una via d’uscita del loro inferno interno. Saremo portati a conoscere il lato oscuro dei segreti di famiglia e il livello del peccato che ha un impatto devastante sulla vita dei protagonisti e porta ad una frustrazione senza via d’usciza. L’espressione peculiare e superba della poetica del teatro di Damir Zlatar Frey come direttore e l’interpretazione di Nataša Barbara Gračner e Aleš Valič come attori, assicura che il mondo tra madre e figlio, ricamato con un filo fragile e delicato, venga percepito come il migliore tessuto tra le scure tonalità del subconscio.

Il Teatro di Osijek ci porta la storia di humour nero, dello scrittore francese Jean-Claude Danaud, sulle donne che hanno perso il senso della propria vita, ma mantengono la solidarietà con tutte le donne oppresse nella guerra tra i sessi. “Lavoro a mano” è il primo dramma di Jean Claude Danaud creato a Parigi nel 1977 ed è subito stato tradotto e presentato in più di 20 paesi. Il mondo radicale e quasi surreale del dramma, sul campo di battaglia delle relazioni maschili e femminili, oggi risponde agli eventi attuali come la convenzione di Istanbul, come tema eterno, dagli inizii del mondo fino ad oggi. Il Teatro di Osijek ha valutato il momento giusto per la prima, il 9 marzo 2018, come pure la scelta delle attrici Ljiljana Krička, Anita Schmidt e Jasna Odorčić, e la direzione di Ivan Leo Lema, che hanno dato un’impronta estetica di elevata sensibilità per una recitazione divina.

Il Teatro di Pola presenta “Le serve” di Jean Genet, con la regia di Damir Zlatar Frey; Peter Blašković nel ruolo di Solange, Rada Mrkšić nel ruolo di Claire e Ronald Braus nel ruolo della Signora. Come quello di Danaud, ​​anche questo testo drammatico, scritto nel secolo scorso, con la propria attualità, ci pone di fronte alla necessità di sottolineare i lati oscuri delle circostanze sociali, alla ricerca di un’esistenza migliore, ma anche i dilemmi morali. I personaggi tragici e moralmente decaduti di Genet, sono un avvertimento di proporzioni mitiche per la società moderna di capitale e di potere. “Questo spettacolo rispetterà l’idea teatrale di Genet che cancella i confini tra gioco e realtà, servo e padrone, vittima e carnefice e altri dualismi immanenti a questo testo, ma allo sesso tempo denuncierà e condannerà l’ipocrisia sociale che è diventata non solo accettabile, ma una forma di comportamento desiderabile”, come sostiene Željka Udovičić Pleština nel programma.

Il Teatro di danza di Lubiana porta in scena lo spettacolo di danza “Tobelia” su motivi del dramma omonimo di Ljubomir Djurovic, Rosana Hribar e Nick Upper. Le tobelie rappresentano un’antica tradizione patriarcale in cui le donne assumono il ruolo maschile quando gli uomini non ci sono più. Questo spettacolo è una storia di tre donne, di due generazioni, che hanno perso il loro figlio, fratello e marito e sono state costrette ad una vita in comune. L’autore, grazie all’esperienza e alla conoscenza dell’ambiente balcanico e delle usanze degli abitanti del Montenegro, porta in scena il fenomeno sociale e culturale del celibato femminile, al fine di preservare il patriarcato ancora dominante in queste zone.

Il Teatro di Nuova Gorizia si presenta con il dramma “I realisti”, sketch su temi dalla vita di tutti i giorni, attraverso il prisma di umorismo in forma di cabaret, dell’autore Jure Karas e la regista Tijana Zinajić. Con le melodie di canzoni famose, viene presentata la situazione delle relazioni nella società e viene espressa una critica sociale, ma in modo positivo, in cui abbiamo bisogno di imparare a ridere di noi stessi.

Il dramma “Molly Sweeney” del Teatro di Sebenico, narra la storia di una ragazza che riacquista la vista; è un dramma intimistico che cancella lo spazio tra gli attori e il pubblico. È un dramma adattato di Brian Friel, ispirato al celebre saggio di Oliver Sacks “Vedere e non vedere” basato su vicende di vita reali. La toccante storia della ragazza Molly, cieca fin dalla nascita, che pero non si sente per niente svantaggiata perché percepisce la vita in pieno, attraverso gli altri sensi. Dopo l’intervento, psicologicamente non riconosce più le cose come prima, e diventa una ragazza paradossalmente “cieca”. Lo spettacolo “Molly Sweeney” è la prima opera della regista e attrice Bruna Bebić, creata in collaborazione con l’Accademia delle Arti di Spalato, l’Associazione artistica Romb con il Tatro di Sebenico, l’organizzazione artistica Mintropa di Zagabria e l’Associazione regionale dei non-vedenti di Spalato.

Infine, citiamo il dramma del Teatro italiano di Fiume in coproduzione con il Teatro Stabile di Trieste, e il loro spettacolo per bambini e per la famiglia “Anche le pulci hanno la tosse”, diretto da Diana Hobel. Questo adattamento, secondo l’opera di Fulvio Tomizza, racconta la storia della pulce ambiziosa che ama il bel canto e ogni sera frequenta l’Opera della città imitando le dive, finche il ragno, il millepiedi e la zanzara non le impartono la dovuta lezione.

In breve, il ricco e vario repertorio di quest’anno, che ci renderà consapevoli dell’importanza della verità e della via verso la nostra luce vitale, gli spettacoli che ci faranno riflettere su chi siamo e dove stiamo andando, potrebbero farci piangere, ma anche ridere.

Maja Gregl
drammaturga e scrittrice

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