Prefazione del sindaco – Leone d’oro 2026

07/05/2026 // news, Top news

Vili-Bassanese

Avviandosi verso il suo terzo decennio il Festival Leone d’oro rimane coerente nel suo ruolo di propagatore delle culture e lingue che contraddistinguono il nostro territorio. Umago respira a pieni polmoni la multiculturalità e il plurilinguismo che è profondamente radicata nel proprio tessuto sociale. Per l’appunto, su questi presupposti, il Festival nel corso degli anni si è evoluto diventando un evento culturale di prim’ordine seguito con gran interesse sia a livello nazionale, sia nei paesi limitrofi. Da ribadire che questa apertura al dialogo culturale che è stata sapientemente plasmata e curata non è l’unico pregio del Festival. L’attenta scelta delle tematiche che di anno in anno si rinnovavano prendendo spunto dall’attimo in cui viviamo hanno contribuito sostanzialmente alla piena affermazione del Festival negli ambienti professionali, altresì accattivandosi i favori del pubblico.

Il ruolo del teatro, sin dai suoi primordi, fu la rappresentazione della società e al contempo la comprensione della natura umana, il vaglio delle virtù e difetti, della moralità, la protesta contro l’ingiustizia, la derisione e la condanna della tirannia, in sintesi esso assunse la funzione di correttivo sociale. Queste prerogative hanno designato la sua atemporalità e attualità, parimenti il suo ruolo pedagogico che si prefigge di indurre lo spettatore a riflettere almeno per un istante ed indurlo a diventare un uomo migliore e membro attivo della società.
Non vi è dubbio che gli eventi drammatici che hanno contrassegnato il mondo nel 21o secolo hanno influito direttamente sulla produzione teatrale nonché sulla scelta delle tematiche per ogni singola edizione del Festival. Il tema di quest’anno „Sull’orlo della ragione“ tratta dall’opera omonima di Miroslav Krleža si addice pienamente all’attimo presente. Purtoppo viviamo in una società che soccombe dinanzi a falsi valori, in cui la stoltezza umana prevale sul buon senso, ove la condotta amorale non riceve la dovuta condanna, in cui l’avidità e la superbia regnano, mentre colui che vi si oppone viene stigmatizzato come nemico e sovvertitore dell’ordine e del regime. L’opera di Krleža affronta tale realtà contorta che porta l’uomo dotato di principi morali in un conflitto perenne con la società e con i suoi cosidetti pilastri che cercano di sedare la rivolta e oscurare i propri crimini, bollando colui che ragiona e parla diversamente come individuo pericoloso. Krleža ha raffigurato maestralmente questo paradosso attraverso il personaggio del dottore in legge che si è opposto all’ipocrisia della società subendone l’estromissione e la reclusione. I fatti che stravolgono la nostra quotidianità assomigliano perfettamente alle opere di Krleža e Kafka.

Tutto quanto è stato accennato in questa prefazione non sarebbe possibile senza l’apporto prezioso di Damir Zlatar Frey, fondatore del Festival, persona di spirito raffinato, la cui opera e sensibilità ci ha avvicinato l’emozionante universo del teatro, pertanto richiede tutta la nostra stima e riconoscenza. Sono certo che pure questa edizione del Festival carpirà l’interesse degli amanti del teatro creando nuovi affezionati, pertanto mi pregio di esprimere i miei migliori auspici per un’ennesima edizione di questo evento culturale importante per la nostra città.

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