Molly Sweeney – 28/06/2018 in 21:00

18/05/2018 // Predstave 2018

DSC_5215_resizeMolly Sweeney

Accademia d’arte di Spalato e Associazione d’arte Romb in collaborazione con l’Associazione Mitropa, il Teatro di Sebenico, l’Associazione regionale dei non vedenti di Spalato

Autore: Brian Friel
Regista: Bruna Bebić
Traduttore: Damir Munitić
Drammaturgia: Lada Martinac
Sceneggiatore: Danira Matošić
Costumista: Ana Marin
Scelta di musica e video: Edi Matić
Identità visiva: Bruno Bebić
Produttore: Nela Perković

PROTAGONISTI:
Monika Vuco
Pere Eranović
Alen Čelić

Lo spettacolo di Brian Friel, Molly Sweeney, trae la base dello spettacolo e l’ispirazione dal celebre saggio di Oliver Sacks “Vedere e non vedere” fondato su storie di vita reali.

La storia del personaggio principale, una giovane donna quasi cieca dalla nascita e che un intervento chirurgico potrebbe aiutare a riacquistare la vista, è strutturato in tre monologhi paralleli: uno quello del medico Rice, un oculista, che nel caso clinico medico di Molly, trova la possibilità di ricostruire la propria carriera rovinata, l’altro monologo è quello del giovane marito di Molly Fisher, Frank, un giovane alla ossessiva ricerca di eccitazione e situazioni insolite, e la terza storia è quella di Molly in persona. Il discorso narrativo è scritto con raffinato senso realistico per i rapporti umani, profondità psicologica, la costruzione di situazioni, e la complessa narrazione che si snoda attraverso più pre-storie focalizzandosi poi drammaticamente nella notte prima dell’intervento chirurgico e, nel secondo atto, sulle conseguenze derivategli.

E le conseguenze per Molly sono paradossalmente drammatiche. Sebbene questo intervento chirurgico le abbia sensibilmente migliorato la salute restituendole la vista, lei non può provare i suoi benefici. Molly, infatti, in nome dell’amore e della comprensione, si abbandona alla cura degli altri (, il padre che la guida da bambina, Frank e Rice che ciascuno a suo modo, e anche se entrambi pieni di amore, comprensione e compassione, la usano per se stessi) e lei pian piano abbandona i valori su cui aveva fondato la propria vita, perdendo la propria sicurezza e l’indipendenza. Quindi, anche se recupera la vista, non riesce a vedere. È consapevole del fatto di avere rifiutato la propria specificità con la quale fino ad allora ha sentito la vita come un dono. Infine, la sua scelta è il rifiuto di vedere, ma non in un modo che celebra la vista interna (come fa l’eroe tragico di Edipo), ma come un gettarsi nel divario in cui governa la vista cieca, il divario tra il “vedere e non vedere”, di cui scrive il neurologo Oliver Sacks nel suo saggio che ha ispirato Brian Friel a scrivere il dramma Molly Sweeney, opera di cui da un lato l’intensità, dall’altro il grande tema, il tema del costo della libertà umana, classifica questo scrittore come uno dei drammaturghi più importanti della fine secolo.

La scena che vi è presentata, è stata parzialmente ampliata dalle indicazioni che Friel offre nel discorso narrativo. In questo modo ha ottenuto una maggiore possibilità di ritmica e la possibilità di un più complesso accatastamento di puzzle teatrale-drammatico che in quanto tale, pone al cast, ma anche al pubblico, sfide maggiori.

Più informazioni: www.hnksi.hr

I commenti sono chiusi.