Nora Krstulović: Leon d’oro, 14.volta

11/03/2013 // news

Tanto tempo fa, quando agli albori della nostra civiltà un uomo sconosciuto primitivo la prima volta accese il fuoco con la pietra, di sicuro non poté nemmeno immaginare che migliaia di anni dopo i suoi discendenti sarebbero stati altrettanto dipendenti da questo stesso pezzo di minerale.

In effetti, selce, ovvero il silicio, una volta unica fonte di fuoco, ai giorni d’oggi e’ essenziale nell’industria elettronica e senza esso numerosi vantaggi del tempo moderno sarebbero inimmaginabili. Fortunatamente, è il secondo elemento predominante sulla Terra, subito dopo l’ossigeno.

Vi è quindi una certa giustizia poetica nel fatto che il silicio, questo incredibile catalizzatore del progresso del genere umano, nella tavola periodica degli elementi, porta il numero ordinale quattordici, esattamente come il Leone d’oro di quest’anno.

La loro missione, in verità, è identica: portare luce e calore nel grigio della vita quotidiana e trasformarla in momenti meravigliosi.

Portare il meglio delle arti dello spettacolo nella regione per le strade e piazze di Umago significa aprire le finestre della città a un mondo di fantasia, e vi preghiamo gentilmente di non interrompere questi momenti magici e di spegnere i vostri gadget prima che la magia detta spettacolo teatrale cominci.

Il simbolismo dell’edizione del festival di quest’anno non si ferma qui.

Infatti, 14 e’ il “numero magico” della firma che la professione musicologica attribuisce al genio Johann Sebastian Bach, il quale spesso scriveva il proprio cognome nelle sue composizioni. Con l’analogia secondo la quale A indica il numero 1, B il numero 2, gli storici di musica nelle notazioni musicali del cognome BACH (2+1+3+8) hanno riconosciuto appunto il numero di Bach, il quale, come già indovinate equivale a 14.

Con loro di sicuro non sarebbero d’accordo i più grandi ammiratori di un altro genio della musica, Ludwig van Beethoven, ai quali il numero 14 riporta in mente la sua sonata per pianoforte più famosa, quattordicesima per fila, nota anche come la sonata Al chiaro di luna.

E ancora una volta è difficile resistere al simbolismo.

La sonata Al chiaro di Luna, è in realtà Quasi una fantasia semplificata. Quattordici anni fa immaginare che una città senza una casa teatrale classica potesse ospitare un festival il quale avrebbe rappresentato il culmine della stagione teatrale e sarebbe diventato un luogo di ritrovo di artisti teatrali da tutta la regione sembrava come una fantasia irrealizzabile. Presupporre che in un luogo, secondo il principio del triangolo ovvero convivenza, per anni si sarebbero radunati teatri istituzionali e non istituzionali, artisti locali e internazionali, teatro contemporaneo e classico, teatro di prosa e danza, trasformando un’intera città in un palcoscenico teatrale era semplicemente inimmaginabile.

Forse tutto ciò non dovrebbe sorprendere nessuno. Infine, quattordici rappresenta anche il numero dei versi di cui un sonetto e’ composto.

Nella nostra ricca collana di perle troverete sicuramente almeno una che brilla in modo speciale, come noi che dedichiamo la nostra vita al teatro troviamo ogni volta di nuovo le ragioni per ritornare al nostro lavoro istrionico. Perché i sonetti, come questo umagese, sono prima di tutto espressione d’amore.

Vi invitiamo di venire nell’auditorio con cuore aperto e tanto amore, perché senza amore tutto quello che noi facciamo dall’altra parte della scena, non avrebbe nessun senso, oppure come scrisse nel suo sonetto 23 William Shakespeare:

As an unperfect actor on the stage

Who with his fear is put besides his part,

Or some fierce thing replete with too much rage,

Whose strength’s abundance weakens his own heart.

So I, for fear of trust, forget to say

The perfect ceremony of love’s rite,

And in mine own love’s strength seem to decay,

O’ercharged with burden of mine own love’s might.

O, let my books be then the eloquence

And dumb presagers of my speaking breast,

Who plead for love and look for recompense

More than that tongue that more hath more express’d.

O, learn to read what silent love hath writ:

To hear with eyes belongs to love’s fine wit.

Benvenuti nella città degli Angeli, benvenuti al quattordicesimo Leone d’oro….

Nora Krstulovic

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