Le serve – 25/06/2018 in 21:00

18/05/2018 // Predstave 2018

1W9A5106TEATRO ISTRIANO DI POLA
Jean Genet
LE SERVE

Traduttore: Vjenceslav Kapural
Regista, drammaturgo, scenografo, costumi, coreografo, selezione musicale: Damir Zlatar Frey
Luci: Dario Družeta
Consulente linguistico: Đurđa Škavić
Consigliere drammatico: Vesna Đikanović
Assistente scenografo: Goran Šaponja
Assistente costumi: Desanka Jankovic
Maschere e acconciature: Mighty King

Interpreti:
SOLANGE Petra Blašković
CLAIRE Rada Mrkšić
SIGNORA Ronald Braus
Organizzatore, direttore scena: Manuel Kaučić

Le serve, testo drammatico dello scrittore francese Jean-Genet, drammaturgo e attivista politico del secolo scorso, uno dei rappresentanti di spicco del teatro d’avanguardia e del teatro dell’assurdo – è un dramma che con la sua inconfondibile attualità, trova la propria strada allo spettatore contemporaneo, quasi esigendo di essere riviste e rilette, dimostrando che l’autore, in molti sensi controverso, sia un classico del nostro presente teatrale. Perché Le serve e il loro autore, parlano degli istinti più oscuri provocati dalle circostanze di un noto ambiente (non) sociale, con una forte ed eccezionale poesia, quasi imponendo di essere osteggiato teatralmente, da un regista, o da qualcuno i cui manoscritti teatrali siano esaltati da un’emozione audace, da una forza d’opinione, ma anche con la ricerca intransigente di una poesia teatrale delicata e concepita esteticamente e messa in scena. Cioè, Damir Zlatar Frey. Si potrebbe dire che Le serve di Genet lo riconoscono e scelgono come regista per vivere e discuttere dei loro, ma anche nostri, dubbi morali ed esistenziali, per aiutarci a rendercene conto e quindi riconoscerli con l’aiuto della magia del teatro.

Questo spettacolo rispetterà l’idea di Genet della teatralizzazione che cancella i confini tra il gioco e la realtà, il servo e padroni, le vittime e i carnefici, così come altre dualità immanenti a questo testo, ma allo stesso tempo smaschererà e incolperà l’ipocrisia sociale condannandola, anche se oggi è diventata non solo accettabile, ma anche una forma di comportamento desiderabile.

Ci occuperemo delle differenze nella gerarchia sociale: il potere di coloro che possiedono il denaro, quel nuovo dio dei tempi moderni che ha eliminato l’utopia a vantaggio del rispetto del materiale, e di coloro che non possiedono nulla, ma vorrebbero fortemente appartenere a un tale mondo. Quanto le nostre serve sono pronte a sacrificare per realizzarlo?

Dov’è il limite? Quando e in che modo la vittima può reagire?

Da questi temi che vogliamo discutere e abbiamo bisogno di esprimere sulla scena teatrale, è ovvio che lo spettacolo tratterà l’essenza dell’uomo moderno, le condizioni in cui viviamo ai tempi del capitalismo liberale, tratterà la divisione di classe, la posizione di potere e la determinazione del destino attraverso la visione di due donne che non hanno nulla; la loro posizione sociale e il loro impiego le mettono in una situazione non invidiabile, di oppressi, umiliati e degradati.

Željka Udovičić Plešinj

Più informazioni: www.ink.hr

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