Parola introduttiva del presidente della Regione Istriana Boris Miletić per il catalogo della 27ª edizione del Festival Internazionale del Teatro da Camera “Leone d’Oro”
Gentili ospiti, cari amici del teatro,
C’è qualcosa di speciale nei momenti in cui si accendono le luci del palcoscenico e il silenzio in platea diventa uno spazio di attesa condivisa. Proprio in quei momenti il teatro ci ricorda quanto, nonostante tutte le differenze, siamo profondamente connessi. Per questo motivo è per me un onore particolare e un sincero piacere darvi il benvenuto alla 27ª edizione del Leone d’Oro, un festival che da anni non solo contribuisce a plasmare l’identità culturale dell’Istria, ma testimonia anche in modo toccante la forza della comunità attraverso l’arte.
Il tema di quest’anno, “Sul limite della ragione”, scelto dal direttore artistico Damir Zlatar Frey, risuona con forza anche nel nostro tempo. Ispirato alla visione di Miroslav Krleža, dell’assurdità della società, ci invita a fermarci e a chiederci a che punto siamo giunti oggi, sia come individui che come comunità. In un mondo che spesso appare frenetico, incerto e
contraddittorio, il teatro diventa luogo di sincerità, confronto e, forse, soprattutto comprensione.
Da quasi tre decenni il Leone d’Oro coltiva con attenzione uno spazio d’incontro tra culture, lingue e persone. Un valore particolare del festival è rappresentato dalla promozione della convivenza e della collaborazione tra tre popoli di confine – Croati, Italiani e Sloveni – confermando ulteriormente la sua apertura, il multilinguismo e l’identità multiculturale. Proprio
in questa ampiezza di vedute e nel rispetto reciproco risiede il calore speciale di questa manifestazione.
Mi rallegra inoltre in modo particolare che il Leone d’Oro apra con la stessa attenzione le sue porte ai più giovani, ma anche a tutti coloro per i quali l’accesso alla cultura è spesso più difficile. In questo modo il festival dimostra che l’arte non è un privilegio, bensì un diritto e un bisogno di ciascuno di noi.
In un tempo che spesso ci porta “sul limite della ragione”, che il teatro ci riconduca gli uni agli altri: attraverso l’emozione, il pensiero e l’esperienza condivisa. Che ci ricordi che,
nonostante tutto, sappiamo ancora ascoltare, sentire e comprendere.
Vi porgo un caloroso benvenuto al Leone d’Oro – un luogo in cui l’arte diventa incontro, e l’incontro diventa un’esperienza che ci porteremo dietro a lungo, anche dopo che il sipario si sarà chiuso.





















