Regina madre – 23/06/2018 in 21:00

17/05/2018 // Predstave 2018

1TEATRO DI PTUJ/CAPODISTRIA

Alfredo, giornalista divorziato di non grande successo, dopo anni di assenza, torna a casa dalla madre Regina, che è anziana, malata e vedova, ma pur sempre dominante; e in cerca di pace (con il pretesto di fare una ricerca e scrivere un tema storico) scrive un libro trattando invece la malattia e la morte della madre, e lo offre ad un editore. Vivere con la madre, che umilia il figlio idealizzando costantemente il defunto marito con cui lo confronta, culmina quando Regina scopre gli scritti di Alfredo e lo accusa di vendere la sua morte. Alfredo, tuttavia, le fa notare che la sua malattia è l’unica realtà nel mondo delle bugie in cui vive.

Dopo due mesi, nel giorno della celebrazione del suo 50° compleanno, durante il pranzo festivo carico di accuse reciproche, di confessioni e umiliazioni, ma anche di bugie, Alfredo viene a conoscenza che la madre in passato è stata suora, che rimase incinta e così fu costretta a lasciare il convento, e lui, pur essendo tabletomane e tossicodipendente, non regge e ne riceve il colpo finale. Regina chiude la scena con una canzone e una torta con candeline accese per il figlio morto.

La Regina madre (questo è anche il titolo del libro che Alfredo scrive della madre) è una “cronaca familiare”, che mette a fuoco il rapporto tra madre e figlio, dove entrambi, ogniuno a proprio modo, cercano la riconciliazione interna e la liberazione dall’inferno che portano in sé. Anche se le cause del loro dolore sono diverse (per Alfredo la freddezza della madre, la mancanza di attenzione e di amore nell’infanzia, che ritiene colpevole per il proprio “blocco creativo” e dell’incapacità di instaurare una vera e propria relazione con la moglie e lo rende dipendente da droghe; Regina invece desidera l’amore del figlio, che non può avere a causa del proprio comportamento, perchè glorificando il defunto marito, non potrà mai ottenere il rispetto del figlio); i due abnegano totalmente la religione: Alfredo vuole negare il fatto di essere stato battezzato, Regina invece, negando la fede, vuole dimenticare una parte della sua vita e continuare a vivere di illusioni.

Il complesso rapporto tra madre e figlio, le peripezie della vita, i dettagli segreti e le complesse relazioni familiari in cui i membri mettono in discussione le conseguenze dei loro dolorosi e tristi ricordi, sono solo alcuni dei motivi fondamentali trattati dal Santanelli, che rivela anche altri peccati e il lato oscuro dei segreti di famiglia e il loro destino; nel dramma in cui si intrecciano, pur senza successo, i tragici interrogativi sull’identità, l’immagine di famiglia idilliaca oscurata dal peccato della madre, per cui la Regina madre è il grido ironico e disperato di un figlio che con la noiosa e dolorosa vivisezione della propria origine e il peccato di convento della madre, riordina i frammenti dei propri fallimenti di vita, dove nessuno è innocente; la responsabilità e la confessione sono solo un anello debole dell’alibi, in cui entrambi credono e insistono fino alla fine.

La Regina Madre è il quinto testo drammatico del drammaturgo italiano, scrittore e autore di radiodrammi, Manlio Santanelli (Napoli, 1938), che con Annibale Ruccello ed Enzo Moscato, si colloca tra i più importanti rappresentanti del teatro italiano ‘nuova drammaturgia napoletana’, ma è la prima che ha portato all’autore il riconoscimento più alto (E. Ionesco ha valutato La Regina Madre come il migliore testo drammatico degli anni ottanta del 20° secolo). Dopo la prima al Teatro Sette di Asti (1985), lo spettacolo ha rapidamente trovato la propria strada sui palcoscenici europei (solo in Germania ha avuto 11 presentazioni) come pure in Russia. Da noi non è ancora stato messo in scena.

Damir Zlatar Frey, autore di espressive e distintive poetiche teatrali, è un regista che, con i suoi spettacoli antologici, ha segnato la scena teatrale slovena. Anche gli attori di questo spettacolo, Nataša Barbara Gračner e Aleš Valič, sono altamente quotati, e come tali, si può con gran ragione prevedere una maestosa creazione artistico-teatrale.

Più informazioni: www.mgp.si

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